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Viaggio in Ciociaria alla scoperta di aziende e prodotti tipici ciociari

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Ferragosto si avvicina e quest’anno tante persone hanno scelto la Ciociaria come meta per una vacanza, così abbiamo deciso di proporvi un breve tour del nostro territorio. Un’esperienza suggestiva e rinfrescante raccolta nel giro di pochi km che noi stessi abbiamo provato per andare a trovare Andrea Iannicca ad Affile che fa dei succhi di frutta supersonici.

Il tragitto da Frosinone andata e ritorno, un anello (o forse vista la sede meglio una ciammella come quella del Forno Molino Baldassarra), richiede poco meno di 2 ore, ma considerate che in questo breve lasso di tempo attraverserete 7000 anni di storia con testimonianze che vanno dal neolitico all’epoca romana, passando per il medioevo fino ai giorni nostri e poi due catene montuose e mezzo, aree protette e parchi naturali: un’incredibile biodiversità.

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Olio Evo, uno dei prodotti tipici ciociari

Spinto da un ottimo caffè della pasticceria Dolcemascolo ho preso la s.p. 155 in direzione Alatri e dopo pochi km la città ci si para davanti in tutta la sua antica e misteriosa imponenza. Civita, l’antica acropoli, e il borgo medioevale valgono più di una visita e assicurano un’esperienza affascinante che non mancherà di stupirvi. Alatri sta incastonata sotto i monti La Monna e Rotonaria e il paesaggio circostante è dedicato all’ovicoltura. Qui si producono tra i migliori oli della Ciociaria basti pensare che in questo territorio i produttori di Olio Evo vantano una quantità di premi ricevuti in tutto il mondo che farebbe impallidire il Real Madrid.

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Superato il centro storico di Alatri la strada scende e sulla destra è possibile ammirare Vico e le sue 24 torri medioevali. Al bivio di Pitocco s’abbandona la s.p. 155 per puntare dritti verso Guarcino. Se già ad Alatri l’aria s’era fatta più frizzante rispetto la calura di Frosinone, ora la temperatura scende sensibilmente e il sollievo è garantito. Guarcino è la porta per la stazione sciistica di Campo Catino ed è collocata, nobile e altera, a 660 m su un versante dei monti Ernici, stretta da i Simbruini e cinta dai monti Cantari, perfino il centro storico si sviluppa in maniera piuttosto verticale, cosicché la montagna qui proprio non ve la potete levare dalla testa, ma poi del resto perché un dovrebbe farlo? In anni recenti la città è divenuta nota anche per il suo prosciutto e per i tradizionali amaretti, tuttavia fin dall’antica Roma è conosciuta per le sue acque.

Sorgente Filette, fonte di acqua in Ciociaria

La più celebre è sicuramente la Fonte Filette (che trovate su Pipolà), tuttavia nella splendida strada che conduce agli Altipiani di Arcinazzo potete trovare una quantità incredibile di fonti. Un consiglio: chiedete informazioni alle persone che stanno riempiendo boccioni di acqua, sapranno indicarvi le varie fonti in funzione delle proprietà curative delle acque che vi sgorgano e sono tante e sono buonissime.

Il paesaggio si fa più montano gli ulivi cedono il posto a querce, cerri, faggi, alternati a cipressi e abeti che danno quella classica atmosfera da alta montagna. Si tratta di un tratto di strada fantastico da percorrere in bici, in moto, a piedi o come meglio preferite, s’incontrano spesso vacche di montagna o come li chiamiamo da queste parti: ienchi (in moto occhio ai loro ricordini). Appena la strada spiana verso gli altipiani d’Arcinazzo un falchetto decide di affiancarsi a me e percorrere un tratto di strada insieme. Qui quel tipo sveglio dell’imperatore Traiano s’era fatto una bella casetta di montagna ed è ancora possibile visitare le sue resta.

Incontrerete un bivio importante: si può andare a Trevi nel Lazio, Filettino, Vallepietra, Jenne, Affile, qui sotto scorre il Simbruvio e già ci troviamo nel Parco regionale dei monti Simbruini. Io vado ad Affile dove ho appuntamento con Andrea de Le Morre. Su una collina dal panorama incantevole sta la sua azienda agricola. Ci perdiamo tra more, lamponi, ribes. Andrea fa dei succhi con la frutta che produce, o tramite acquisti selezionati, ma la cosa importante è che la frutta che trasforma è frutta al giusto grado di maturazione, proprio come quella che comprereste al mercato ed è presente in bottiglia in percentuali importanti: 70 o 90%.

Cesanese del Piglio, vino tipico ciociaro

Riparto da Affile andando verso Roiate, Serrone e poi il Piglio. Le montagne si fanno più sassose, aspre, il monte Scalambra e il Piglio ti guardano dall’alto come fossi un fesso (vero oltretutto). Ovviamente siamo in zona del Cesanese del Piglio, orgoglio vitivinicolo della Ciociaria. I filari ti circondano a destra e manca e l’atmosfera diviene più dolce, tenue come un placido tramonto. Da qui proseguiamo verso Paliano e la sua famosa Selva. Qui oltre all’ottimo vino ci sono fantastici agriturismi come La Polledrara o Casale Verde Luna, per citarne un paio, ed eccezionali ristoranti segnalati dalla guida Slow Food.

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Se avete voglia di proseguire per monti potete puntare verso Acuto, casa del famoso Salvatore Tassa e delle sue Colline Ciociare, per poi andare Fiuggi e alle sue terme; io invece ho preso la S.S 6 Casilina, incontrando Anagni, la Città dei Papi e Ferentino, due perle del nostro territorio. Per fare questo viaggio in moto ho impiegato 2 ore, soste escluse, ma a voler approfondire un po’ di più quel che s’incontra, che è tanto e meraviglioso, un week end è appena sufficiente, a voi la scelta, con la certezza che sarà un’esperienza indimenticabile.

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Dario Celani

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